Runner Preistorico: un’esperienza personale

Runner prestorico: una favola che mi piace.

Scrivo favola, anche se ci sono reperti storici che ‘raccontano’ di quanto l’uomo si sia servito della corsa fin dai primi tempi. Scrivo favola perché mi piace dare un poi di enfasi e raccontare quanto mi è accaduto in modo simpatico. Il tutto sempre con l’obiettivo di riflettere, condividere e crescere.

Ammetto che non ho acquistato una macchina del tempo e non sono andato a vivere qualche mese scappando da tigri dai denti a sciabola o cavalcando mammut, ma semplicemente ho vissuto un periodo particolare.

Nell’articolo ” dna da runner ” provavo a spiegare come l’uomo nasce con tutte le caratteristiche favorevoli per poter correre. Osserviamo i nostri cuccioli umani. Non appena iniziano a gattonare provano ad arrampicarsi ovunque, con grande ansia dei genitori poco avventurosi e appena iniziano a camminare, pur con poca stabilità, tendono ad accelerare quel movimento incerto e sfociano nella corsa.

Cosa succede all’uomo?

Una superficiale risposta potrebbe essere che nel mondo naturale preistorico la legge che che vigeva è quella della natura: o cacci o sei cacciatore, ed in entrambi i casi devi fare in modo di essere migliore dell’antagonista.
In una fase dell’evoluzione dell’uomo, gli è toccato sicuramente cacciare, ma soprattutto migrare.

Se sulle migrazioni non ci sono molti dubbi, grazie ai ritrovamenti, ve ne sono alcuni sulla prima  un articolo pubblicato sul sito della Washington University in St. Louis, contraddice tale teoria.

Voglio continuare a pensare che, pur non emulando i predatori per eccellenza, potesse/dovesse recuperare qualche fonte di cibo anche nella caccia, obbligando l’uomo a spostamenti più o meno lunghi.

Come veniva caratterizzata la giornata dall’alimentazione?

Oggi siamo abituati, e tutti i nostri medici e dietisti lo consigliano, a suddividere i pasti regolarmente aggiungendo spuntini tra i pasti principali per una più corretta alimentazione.

Anche una volta era così? e come influiva l’alimentazione?

Penso che una risposta certa e precisa sia davvero difficile averla, anche gli studi possono aiutarci a capire molto, ma non potranno mai raccontarci perfettamente l’andamento della giornata di un uomo vissuto qualcosa come qualche milione di anni fa.

Mi piace quindi paragonarlo ai predatori odierni e ritengo che come cacciatore dovesse muoversi parecchio e soprattutto non sempre godere di un lauto pasto.

Pur non godendo di un equilibrato apporto di sostanze nutritive doveva correre, arrampicarsi, difendersi e scagliare con la maggior forza possibile le proprie rudimentali armi per centrare il bersaglio e raggiungere l’obiettivo. Tutto questo con quali energie?

L’esperienza personale.

Questo mi fa pensare ad un periodo che ha caratterizzato la mia vita, per fortuna durato circa solo 5 mesi: poco più di un anno fa, lavoro, allenamenti e gestione famigliare mi hanno ‘costretto’ ad avere un’alimentazione sregolata. La qualità del cibo introdotto era ottima (niente merendine, niente schifezze che tutti i nutrizionisti e dietisti sconsigliano), ma l’assunzione era proprio a casaccio, o meglio, quando era possibile, vuoi per lavoro, o non avevo la dispensa a portata di mano per mancanza di cibo.

In soldoni, potrei paragonare tale periodo alla situazione del cacciatore preistorico affermando che mangiavo quando “riuscivo a catturare la preda”.

Tutto questo come ha influito sulle mie prestazioni sportive? in realtà ammetto che i miei Personal Best su distanze più o meno lunghe li ho fatti proprio in questo periodo.

Non penso assolutamente che l’alimentazione “squilibrata” abbia giovato a migliorare le mie prestazione, ma credo, e ritengo importante sottolineare come, l’allenamento intensivo abbia svolto il suo ruolo e che l’alimentazione equilibrata dal punto di vista della “qualità delle sostanze” introdotte abbia contrastato l’assunzione squilibrata dal punto di vista temporale e non abbia fermato quella macchina nata per correre che è il nostro corpo.

Penso, quindi, che talvolta abbiamo un potenziale di cui non siamo a conoscenza e, forse, è proprio quando riusciamo a rispolverarlo che riusciamo in imprese che nemmeno immaginavamo.

Ricordiamoci però che anche i più forti leoni, cacciatori, dopo troppi giorno a digiuno, muoiono di fame…

Quindi cosa farò?

A breve intraprenderò una nuova alimentazione, mi piace sperimentare, capire e approfondire per migliorare, ma soprattutto per stare meglio e prendermi cura di me stesso.

Questo, però, sarà argomento futuro. STAY TUNED!

Maurizio S.

FONTI:

https://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/05/14/news/corsa_uomo_evoluzione-1021574/

https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=66

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