Emozioni in Corsa…

Emozioni in Corsa…

Le “Emozioni in Corsa” si provano, ci prendono e, in questo caso, si raccontano.

Sui social vediamo un numero considerevole di post che riguardano la corsa, spesso raccontano la prestazione, talvolta riguardano il paesaggio e non raramente il protagonista racconta quanto ha vissuto, indipendentemente dal fatto che sia stata una campestre, una maratona o una skymarathon.
Indipendentemente dai casi citati sarà possibile scorgere sulla bacheca dei social di questi sportivi una domanda a cui segue una NON risposta che, secondo me, riassume il ‘credo’ di molti runner:


Perché Corri?

Perché NON Farlo?

Non c’è cosa più odiosa di rispondere ad una domanda con un’altra domanda. Effettivamente, se uno sta ponendo una domanda è perché, spesso, non riesce minimamente ad immaginarsi un’idea, o forse è talmente curioso di sapere il motivo che non si aspetta di certo una tale risposta.

E allora perché questa risposta?

Quando un Runner si trova a dover rispondere a tale domanda fa davvero fatica ad esternare ciò che si può provare durante una corsa, durante una gara o una sfida, che sia con sé stessi o con altri competitors. È altrettanto difficile spiegare il binomio benessere-fatica: per stare bene è necessario fare fatica. Punto. Succede spesso, però, che chi pone la fatidica domanda, non riconosce e non condivide questo concetto ed il runner che si trova davanti a lui lo percepisce e ne rimane, forse, spiazzato.

Il concetto “dopo aver corso un’oretta alle sei di mattina la mia giornata lavorativa è migliore” viene proprio denigrata dai NON-Runner, figuriamoci se andiamo a dirgli che ci alziamo anche alle 4 per un allenamento speciale.

E se andassimo un po’ più in profondità?

Emozioni.. Emozioni in Corsa..

Cosa vorrà dire? Come trasmetterle? come farle comprendere?
tempo fa ho scritto un articolo, “Emozioni, tu chiamale se vuoi Emozioni”, in cui provavo a descrivere il viaggio. Non è una canzone, sono molto stonato, e non mi permetterei mai di rovinare un capolavoro di Battisti.
Il Viaggio intrapreso in un fine settimana ricco di gare, è iniziato molto prima di quei due giorni e mi ha accompagnato fin dopo. La corsa ti resta dentro. che sia lunga, corta e veloce o biblica.
Emozioni, nel bene e nel male, perché a volte si ritorna incazzati come bisce perchè qualcosa va storto, forse la testa, forse le gambe e talvolta il Cuore.

Fatto sta, che dopo aver pubblicato questo articolo, con questo titolo ho trovato altri 6 post che riportavano lo stesso titolo e raccontavano quanto provato.

Qui mi trovavo con uno sloveno che poco prima mi ha scattato la foto. Esempio semplice e bello di condivisione di “Emozioni in Corsa”

E allora “Perché NON Farlo”, non è più una presa in giro, una NON Risposta, ma semplicemente la difficoltà a concentrare in pochi secondi qualcosa di grande, qualcosa di profondo, qualcosa che è immensamente bello provare, ma immensamente difficile da raccontare in pochi secondi..

Se avete pazienza, però, provate a farvelo raccontare durante una corsetta.

Maurizio S.

Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

L’abbigliamento sportivo per un runner e per un trail runner è una seconda pelle che deve svolgere adeguatamente il suo dovere tanto quanto la ‘pelle originale’. La scelta dei capi però non è sempre facile ed immediata, soprattutto perchè il panorama offre una grande varietà di prodotti con diverse caratteristiche. La difficoltà sta nello scegliere quelli che rispondono meglio alle esigenze del proprio corpo e questo, spesso, richiede tempo e denaro, come ben sappiamo, i capi di qualità hanno prezzi superiori ai capi “standard”.

Quasi per caso nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un link sulla pagina facebook di trailrunning.it, dove stavo un po’ curiosando in vista di un nuovo articolo da pubblicare, che mi ha rimanda ad un negozio online di abbigliamento tecnico prodotto Made In Italy. Non sono un estremista del Made in Italy, ma se posso contribuire alla commercio italiano restando soddisfatto lo faccio volentieri. Entrando virtualmente nel negozio sono subito colpito dai capi offerti: esteticamente belli ed essenziali, all’apparenza pratici.

Come è noto, la scelta di un capo tecnico può essere fatta on line solo nel caso in cui si conosce il prodotto (e si sfrutta la rete per risparmiare qualche soldino!), oppure ci si affida alla provvidenza e si ‘rischia’ tutto acquistando e sperando nell’ottima qualità del prodotto e nella perfetta sintonia con il proprio corpo.

Dopo qualche minuto di elucubrazione tautologica avviata durante la navigazione nello Store On line, mi accorgo che ho la possibilità di avviare una chat per risolvere alcuni dubbi.

Nel giro di pochi secondi (ci tengo a sottolineare che erano le 23:15 di venerdì 14 aprile) mi risponde un ‘consulente’ che mi aiuta a risolvere l’amletico dubbio sulla scelta del capo: attraverso il CTW Test Program posso comodamente provare dei capi e scegliere quali possono fare al caso mio oppure no. È possibile provare fino a un massimo di 4 capi e 4 sono quelli che scelto. Di fatto si possono acquistare direttamente i prodotti, oppure aderire a questo servizio. L’addebito sulla carta di credito avverrà solo a transazione avvenuta e, quindi, quando verranno scelti i capi da tenere e quelli da rimandare al negozio. Il tutto senza costi aggiuntivi.

Il termine ‘PROVARE’ va inteso come sperimentare l’abbigliamento tecnico durante una corsa. Quante volte è capitato di provare in negozio una maglietta, o un paio di pantaloncini e dopo averli portati a casa ed indossati con tanto entusiasmo verificare, durante una corsa, quella simpatica abrasione sulla nostra pelle?

Questo può essere sfatato.

Aderisco subito ed invio l’ordine. Mercoledì 19 aprile i capi sono già nel mio armadio.

Fin da subito si percepisce al tatto la ‘comodità’ del capo, dato dalla morbidezza del tessuto e dalla fattura (così mi insegnava mia nonna). Una volta indossati si avverte un piacevole confort, e ci si adagia volentieri. Il pensiero, però, corre subito all’esterno della stanza in cui mi trovo: in Val Trompia le temperature non sono clementi, saranno all’altezza? Riusciranno a mantenere il corpo alla temperatura ideale . Voglio testare il capo e faccio la ‘follia’. Rientro da un leggero infortunio e non posso esagerare, quindi con pantaloncini e maglietta giovedì 20 alle ore 21.15 esco con una temperatura di 6° per una leggera corsetta. Corro per circa 40′ a bassa velocità, e non sento minimamente difficoltà nel gestire la temperatura pungente. Mi sorge quindi il dubbio che sotto sforzo potrei ‘surriscaldarmi’. Non posso esagerare, ma dedico 10′ ad un passo più sostenuto (non sono flash, ma mi scaldo velocemente) e la sensazione è la medesima nonostante la differenza di movimento e l’aumento considerevole dello sforzo e quindi delle temperature del corpo.

Ottime sensazioni, quindi.

Rientro soddisfatto del servizio e del prodotto.

Mentre mi cambio per una doccia ho la sensazione che, avendo provato l’abbigliamento su una semplice, ma piacevole pista ciclabile, temo che il capo possa faticare a reggere la mia maldestra abitudine di praticare trail uscendo dai tracciati e, quindi, incappando in alberi, rovi e quant’altro. Certo non esistono magliette anti rovi, ma questa sensazione è forte. Per ora non ho l’opportunità di impegnarmi in questo “test di secondo livello” ma sfrutterò nuovamente questi capi durante la Milano Sanremo dove, tra una settimana, cercherò di tenere alto il morale al mitico Leo, un Amico e Atleta che supporto da qualche anno e che si cimenta in competizioni dalle lunghe distanze con l’obiettivo di “baciare il piede di Leonida nel 2018”.

Bitume o Trail

L’alba ha già fatto la sua comparsa e, con lei, anche il suono della sveglia. Ancor prima di aprire completamente gli occhi, un pensiero prende spazio nella mia mente ancora un po’ assonnata: “oggi il lavoro inizia alle 9.00… potrei correre tra le 7 e le 8: Asfalto o Trail?”

Mi alzo, colazione leggera e, mentre ancora rifletto su quale sia l’alternativa migliore, mi preparo. Guinzaglio legato al porta-borraccia e, con Ariel al seguito, READY TO RUN! Appena fuori casa, l’idea di fare una decina di chilometri sul bitume viene subito detronizzata: l’aria è frizzante e il cielo è ricoperto di nuvole… ho voglia di bosco! Assecondo questo desiderio e, in pochi minuti, strutturo il tipo di uscita: 2 o 3 chilometri ad un discreto ritmo sul piano della ciclabile e poi via in salita tra sentieri, rocce e un paesaggio meraviglioso che, come me, si risveglia lentamente… minuto dopo minuto. Ed è così che si crea la mia piccola uscita mattutina: un risveglio muscolare perfetto, un inizio di settimana rigenerante, un contatto silenzioso con la Natura che alleggerisce e rinfresca i pensieri.

Buona giornata a Tutti e buona settimana..

 

Maurizio S.

Ipertrail Della BORA

Ipertrail della BORA.

15 gennaio 2017.A 10 giorni dall’iper trail, la mente fresca, anzi riscaldata, sono ancora contento della piccola avventura che ho potuto vivere grazie a ASD Sentierouno e a Tommaso.

Piccola, perché si è fermata a 65 km rispetto alle 100 miglia che dovevano essere. Piccola, perché era la prima volta che mi cimentavo in una competizione dove la semi autosufficienza era imposta. Piccola, perché quando c’è da decidere il ritiro o meno, ci si sente un po’ piccoli.

Ma grande è la soddisfazione e la consapevolezza di aver fatto bene.

Aver fatto bene nell’utilizzo de GPS; aver fatto bene a non mettere a rischio ulteriormente la mia condizione fisica (ad una settimana il ginocchio presenta ancora qualche Dolore); aver fatto bene quei 65 km..

Aver fatto bene a percorrere quegli ultimi 12 chilometri pensando a come e cosa avrei potuto migliorare:

-gestione del cibo;

-gestione dei cambi;

-gestione dei lunghi durante il mese precedente..

Insomma, di lavoro da fare, ce n’è.

Insomma, non sarò stato un Finisher della prima edizione dell’iperTrail della bora (e non nascondo che questo mi fa un po’ incazzare), ma sono a casa con la Testa che vuole tornarci e portarci le Gambe  in condizioni ottimali. Il Cuore continua a fare il suo lavoro godendosi il viaggio..

​​


Meglio di così..
Maurizio S.

​​​​​

​​