Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

L’abbigliamento sportivo per un runner e per un trail runner è una seconda pelle che deve svolgere adeguatamente il suo dovere tanto quanto la ‘pelle originale’. La scelta dei capi però non è sempre facile ed immediata, soprattutto perchè il panorama offre una grande varietà di prodotti con diverse caratteristiche. La difficoltà sta nello scegliere quelli che rispondono meglio alle esigenze del proprio corpo e questo, spesso, richiede tempo e denaro, come ben sappiamo, i capi di qualità hanno prezzi superiori ai capi “standard”.

Quasi per caso nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un link sulla pagina facebook di trailrunning.it, dove stavo un po’ curiosando in vista di un nuovo articolo da pubblicare, che mi ha rimanda ad un negozio online di abbigliamento tecnico prodotto Made In Italy. Non sono un estremista del Made in Italy, ma se posso contribuire alla commercio italiano restando soddisfatto lo faccio volentieri. Entrando virtualmente nel negozio sono subito colpito dai capi offerti: esteticamente belli ed essenziali, all’apparenza pratici.

Come è noto, la scelta di un capo tecnico può essere fatta on line solo nel caso in cui si conosce il prodotto (e si sfrutta la rete per risparmiare qualche soldino!), oppure ci si affida alla provvidenza e si ‘rischia’ tutto acquistando e sperando nell’ottima qualità del prodotto e nella perfetta sintonia con il proprio corpo.

Dopo qualche minuto di elucubrazione tautologica avviata durante la navigazione nello Store On line, mi accorgo che ho la possibilità di avviare una chat per risolvere alcuni dubbi.

Nel giro di pochi secondi (ci tengo a sottolineare che erano le 23:15 di venerdì 14 aprile) mi risponde un ‘consulente’ che mi aiuta a risolvere l’amletico dubbio sulla scelta del capo: attraverso il CTW Test Program posso comodamente provare dei capi e scegliere quali possono fare al caso mio oppure no. È possibile provare fino a un massimo di 4 capi e 4 sono quelli che scelto. Di fatto si possono acquistare direttamente i prodotti, oppure aderire a questo servizio. L’addebito sulla carta di credito avverrà solo a transazione avvenuta e, quindi, quando verranno scelti i capi da tenere e quelli da rimandare al negozio. Il tutto senza costi aggiuntivi.

Il termine ‘PROVARE’ va inteso come sperimentare l’abbigliamento tecnico durante una corsa. Quante volte è capitato di provare in negozio una maglietta, o un paio di pantaloncini e dopo averli portati a casa ed indossati con tanto entusiasmo verificare, durante una corsa, quella simpatica abrasione sulla nostra pelle?

Questo può essere sfatato.

Aderisco subito ed invio l’ordine. Mercoledì 19 aprile i capi sono già nel mio armadio.

Fin da subito si percepisce al tatto la ‘comodità’ del capo, dato dalla morbidezza del tessuto e dalla fattura (così mi insegnava mia nonna). Una volta indossati si avverte un piacevole confort, e ci si adagia volentieri. Il pensiero, però, corre subito all’esterno della stanza in cui mi trovo: in Val Trompia le temperature non sono clementi, saranno all’altezza? Riusciranno a mantenere il corpo alla temperatura ideale . Voglio testare il capo e faccio la ‘follia’. Rientro da un leggero infortunio e non posso esagerare, quindi con pantaloncini e maglietta giovedì 20 alle ore 21.15 esco con una temperatura di 6° per una leggera corsetta. Corro per circa 40′ a bassa velocità, e non sento minimamente difficoltà nel gestire la temperatura pungente. Mi sorge quindi il dubbio che sotto sforzo potrei ‘surriscaldarmi’. Non posso esagerare, ma dedico 10′ ad un passo più sostenuto (non sono flash, ma mi scaldo velocemente) e la sensazione è la medesima nonostante la differenza di movimento e l’aumento considerevole dello sforzo e quindi delle temperature del corpo.

Ottime sensazioni, quindi.

Rientro soddisfatto del servizio e del prodotto.

Mentre mi cambio per una doccia ho la sensazione che, avendo provato l’abbigliamento su una semplice, ma piacevole pista ciclabile, temo che il capo possa faticare a reggere la mia maldestra abitudine di praticare trail uscendo dai tracciati e, quindi, incappando in alberi, rovi e quant’altro. Certo non esistono magliette anti rovi, ma questa sensazione è forte. Per ora non ho l’opportunità di impegnarmi in questo “test di secondo livello” ma sfrutterò nuovamente questi capi durante la Milano Sanremo dove, tra una settimana, cercherò di tenere alto il morale al mitico Leo, un Amico e Atleta che supporto da qualche anno e che si cimenta in competizioni dalle lunghe distanze con l’obiettivo di “baciare il piede di Leonida nel 2018”.

Infortunio: quando il corpo ci dice qualcosa

Infortunio: quando il corpo ci dice qualcosa

INFORTUNIO: un termine terribile che spaventa tanti runner, me compreso.

Ma cosa sta dietro a questa parola?

Sono ormai dieci giorni che non corro.

Un’ecografia ha confermato la diagnosi: leggero stiramento di una parte del muscolo del polpaccio (che non ripeto per non usare troppi paroloni). Nulla di Grave, ma lo STOP è NECESSARIO.

 

Piccoli segnali che talvolta vengono ignorati, sottovalutati e accantonati, MA il corpo cosa ci vuole dire?

stiamo facendo troppo o troppo poco?

stiamo lavorando male?

Ogni singola percezione che abbiamo, deve essere valutata. NON demonizzata, ma ascoltata.

Se riusciamo a far girare la testa, anche questi momenti sono costruttivi:

  • di fatto se ci siamo fatti male, vuol dire che qualcosa non andava e che il corpo aveva necessariamente bisogno di fermarsi: è fondamentale!
  • forse i ritmi ‘allucinanti’ a cui ci siamo sottoposti nell’ultimo periodo hanno sovraccaricato troppo e l’allenamento ha PERSO la sua efficienza ed efficacia ed è divenuto deleterio.
  • forse abbiamo organizzato male i carichi di lavoro.
  • forse ci sono altri motivi…

Uno STOP forzato può assumere un ruolo decisivo nel miglioramento personale: possiamo riorganizzare TESTA, CUORE e GAMBE in attesa dei prossimi allenamenti!

 

Maurizio S.

Dieta alimentare e UltraTrail, muoversi correttamente

Dieta alimentare e UltraTrail, muoversi correttamente

Dieta alimentare corretta e ultratrail devono assolutamente evolversi e andare di pari passo.

“Domani, Domani e ancora Domani”, ma quando arriva questo domani? Questo è, spesso, quanto ci diciamo, ma…

…in realtà è stato sabato. Un sabato mattina come gli altri, o quasi (considerando anche come ho trascorso il resto della giornata). 15 ottobre 2016, il giorno “0”.

La sveglia suona, come per il resto della settimana, alle 6.00 di mattina. Giusto il tempo di fare due passi con Ariel, bere un caffè al volo ed alle 8.00 mi trovo presso lo studio in Via Gaetano Donizetti, 12 a Bovezzo ed incontro il dott. Cucinotta, Amico e ottimo professionista, per capire cosa stava succedendo, rivedere e progettare il piano alimentare.

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Negli ultimi mesi, tra qualche sgambata per i monti ed una scorretta dieta alimentare, ho perso 4 chilogrammi, arrivando a pesare solo 65 kg. Troppo.

Si potrebbe pensare che leggerezza equivalga a meno sforzo fisico per portare in giro la ‘massa’, ma considerando che la massa grassa è già bassa il rischio è quello di perdere muscolo!

Il lavoro, il tempo libero e gli orari un po’ bizzarri non aiutano, ma è necessario muoversi correttamente quando si vogliono raggiungere alcuni obiettivi ambiziosi.

Prepararsi per affrontare un Ultratrail vuol dire anche alimentarsi correttamente ed è necessario cominciare: stravolgimento della dieta attualmente seguita. Non sarà facile organizzarsi.

Devo però subito riscontrare che son partito bene: già da questa settimana non ho saltato un pasto, grazie ai consigli (la foto in testata è proprio un piatto consigliato dal dott. Cucinotta) che ho ricevuto e con un pizzico di organizzazione si può dare un calcio all’impossibile. Il mio obiettivo è quello di mettere un paio, forse tre chilogrammi. Di muscoli. Quindi sotto con gli allenamenti ed i pasti consumati con buon senso.

I consigli del Dietista li potete seguire anche QUI, ogni 4 settimane il gruppo organizza un momento di confronto On Line molto interessante. Precisamente il prossimo sarà proprio il 26 ottobre 2016

Ora no ci resta che andare avanti e tra tre settimane vedremo se ci saranno i primi cambiamenti.

Buone corse

Maurizio S.

 

Correre in Natura è più salutare

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Correre in Natura

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Correre in Natura è più salutare, lo dice anche “Correre

Maurizio S.