STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

STOP, quando ti fermi ti stai allenando, sembra una presa in giro, ma non è così.

Relax, forzato o voluto: tanti Benefici. Clicca sull’immagine per scoprire un altro caso di STOP

Stiamo parlando di un Stop che sopraggiunge alla fine di un lungo periodo di allenamento. E’ così utile inserire un periodo di recupero? quanto ci influenza questo periodo? qual’è il periodo migliore e quanto deve essere lungo?

Una scelta che dovrebbe essere pensata, programmata e studiata, ma talvolta è forzata. Indipendentemente dalla forza interna o esterna che governa questa pausa, proviamo a scavare e rispondere alla domande poste.

E’ così utile inserire un periodo di recupero?

“SI”, è vivamente consigliato, ma potrebbe essere utile capire cosa succede.

E’ importante, ai fini dell’analisi, definire il tipo di di allenamento in questione.

Stiamo parlando di un allenamento particolarmente lungo, in cui il nostro organismo si modifica e, si spera, si evolve: diventiamo più resistenti e più, ma anche più determinati e resilienti. Uno di questi casi è la stagione sportiva.
Questo cambiamento, però, è solo una delle due facce della medaglia. Infatti, ad un allenamento lungo  consegue anche, inevitabilmente, una serie di particolarità non proprio positive per il nostro corpo e la nostra mente.

Difficilmente consideriamo che mantenere e seguire le regole che l’allenamento impone, gli orari decisi e precisi dedicati all’allenamento, il tempo e la qualità dedicata al cibo e al sonno, fa si che la nostra testa lavori incessantemente e alla fine di una stagione intera ha tutto il diritto di raggiungere quello che potremmo definire un affaticamento psicologico.

Abbiamo, inoltre, in seguito al dispendioso consumo di energie un abbassamento delle scorte di Ferro, Magnesio, ma anche di Glucosio e Glicogeno, soprattutto se ci stiamo allenando per le discipline di endurance.

Eccoci qui, scritto tutto questo, pur non entrando nello specifico è abbastanza evidente che uno stop sia più che meritato, se non necessario per poter riprendere a pieno regime la stagione con nuovi obiettivi più o meno ambiziosi.

La conquista della P.ta Almana

Quanto ci influenza questo periodo?

Provando a rispondere alla seconda domanda mi viene subito da pensare, osservando l’esperienza dei miei atleti che, come tante altre caratteristiche, il riposo venga considerato con criteri molto personali. se però cerchiamo di definire e dare un significato comune di STOP, che si intende proprio “FERMATI E NON TI MUOVERE”, posso osservare come tale periodo sia vissuto come momento gratificante ed atteso in quegli atleti di un certo livello che, stimolati dagli obiettivi e dai piazzamenti raggiunti, mentre è vissuto come periodo i cui avverrà un calo drastico delle prestazioni e che, quindi viene vissuto con ansia.
Non è così anzi, è l’esatto contrario.

Qual’è il periodo migliore e quanto deve essere lungo?

Se pensiamo alla stagione intera in cui abbiamo sforzato per raggiungere determinati obiettivi, abbiamo preparato con assiduità una competizione in cui il nostro sforzo è stato significativo potremmo ipotizzare che possa essere considerato un tempo tra gli 8 e i 20 giorni ed è, come già detto nell’articolo, il momento di transizione tra una stagione e l’altra, o tra un macro obiettivo e l’altro.

E’ un momento allenante e vale la pena sfruttarla per far si che sia fruttuosa. dedicarsi a sé stessi, sia fisicamente che mentalmente, rilassarsi, scaricare la tensione muscolare e mentale attraverso esercizi o momenti di relax.

 

Buon riposo, quindi..

 

.. anzi buon allenamento, indipendentemente dallo sforzo!

 

Maurizio S.

STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

C.F.T. Campo dei Fiori Trail: un meraviglioso allenamento!

C.F.T. non è Campo dei Fiori Trail, ma Che Fottutissimo Tracciato.

Questo, secondo me, il vero significato della sigla che rappresenta questo Trail meraviglioso.

Si, decisamente M E R A V I G L I O S O.

La presa di coscienza di questo splendido tracciato comincia durante la progettazione dell’oretta di intrattenimento e svago che quelli di Animatrail hanno pensato per i ragazzini che parteciperanno al minitrail. Luca mi ha chiesto di suggerigli qualche gioco per impegnare i piccoli atleti e come un fulmine a ciel sereno mi viene l’illuminazione: “la corsa dei cavalli”!
Ovviamente la corsa dei cavalli non c’entra niente, ma è il gioco di partenza che mi regala l’ispirazione. Per chi non ha mai sperimentato questo gioco, non è altro che un BANS che si fa in cerchio: si simula la corsa del cavallo tamburellando sulle cosce e, durante il tracciato, si incontrano varie postazioni, come la curva dei fotografi, la curva dei nobili, la curva dei truzzi etc.. e per ogni curva si mima qualcosa ad hoc.

Bhe, e perché non fare la stessa cosa con il “Campo dei Fiori Trail”? ecco cosa è uscito, ho aggiunto una terza voce, per raccontare quanto ho realmente incontrato e vissuto in quella meravigliosa giornata.

Legenda:

  • Situazione: descrizione tratta dal sito di Campo dei Fiori Trail.
  • Azione: simulazione da far fare ai piccoli atleti
  • Realtà: quello che io ho vissuto.

Ed ecco a voi la breve, felice e massacrante storia:

  • Situazione: PARTENZA DALLE SPONDE DEL LAGO DI VARESE, LIDO DI GAVIRATE.
  • Azione: salutiamo il lago e la folla in delirio alla partenza della gara
  • Realtà: beh, la folla non era numerosissima, ma era un delirio, noi eravamo poco meno di 200, più l’organizzazione con stand, musica adrenalinica e clima esageratamente fico:
    Una partenza con i fiocchi!

  • Situazione: PRONTI VIA E SUBITO 4KM DI SALITA PER RAGGIUNGERE IL SENTIERO 10.
  • Azione: Da subito la salita è faticosa quindi cominci ad arrancare e con le mani sulle ginocchia simuli la salita.
  • Realtà: i primi quattro chilometri li corro in scioltezza e si va a buon ritmo, forse troppo aggiungrei con il senno di poi, ma sto bene e seguo il gruppetto. Arrivato alla prima salita non seguo il consiglio delle mani sulle ginocchia, infatti, ad aiutarmi ci sono i miei fidati bastoncini. In salita mi sento a mio agio, ma non voglio forzare, anche perché ha una pendenza interessante, pur senza esagerare.

 

  • Situazione: DA QUI, IN 5 KM DI FALSO PIANO OTTIMI PER CARBURARE, RAGGIUNGIAMO L’ABITATO DI VELATE, DA DOVE INCOMINCIA LA SERIE INTERMINABILE DI ASCESE E DISCESE SECCHE DI QUESTA ULTRA DISTANZA…
  • Azione: Falli correre sul posto alzando bene le ginocchia
  • Realtà: ecco, la frase “la serie interminabile di ascese e discese ” non si comprende realmente finché non la si sperimenta sul campo… mannaggia a quelle, meravigliosamente tecniche, discese!
    Comunque, è ciò che rende spettacolare e impegnativa questa competizione. Aggiungo che incontrare Macchi, che sta rientrando, stringergli la mano, fargli i complimenti ed ascoltare i suoi incitamenti a proseguire con vigore dando spiegazioni dei prossimi chilometri, è stato figo!

  • Situazione: PRIMA VETTA DA CONQUISTARE IL CAMPO DI FIORI, LO SI RAGGIUNGE ATTRAVERSO IL MONTE SAN FRANCESCO CHE, NELL’ULTIMO TRATTO LASCIA IL POSTO AI SEVERI GRADINI DELLA VECCHIA FUNICOLARE, UNA VOLTA RAGGIUNTA LA STAZIONE
  • Azione: Ci sono dei gradini???? Miseria! Beh come non divertirsi simulando la salita ai gradini ed infine una volta in cima al “Campo dei Fiori”, non vuoi fermarti a raccogliere e odorare fiori per un bel po’
  • Realtà: GRADINI, CI SONO DEI GRADINI: perché non me li ricordavo?? Il pezzo forte è stato il suggerimento del volontario all’inizio della lunga scalinata: “prendetela con il vostro passo, che altrimenti vi uccide”. Ecco, ora si potrebbe aprire un capitolo sull’affermazione “vostro passo”, ma credo che, nonostante ci possano essere diverse controversie su tale dicitura, tutti i runner comprendano cosa significhi e quindi come agire..

    MA, e c’è spesso un MA, nel medesimo istante incui senti questa affermazione e stai guardando un qualcosa di verticale e particolarmente sconnesso che sale in alto, ma molto in alto, il tuo cervello pensa “si certo, e con cosa credi che lo salga, con quello di Macchi?? ma soprattutto dove lo trovo il  mio passo per salire sta roba” insieme ad una serie di imprecazioni in diverse lingue della terra.
    Comunque, superata anche questa salita.

 

  • Situazione: LA 65K SCENDE VERSO SUD/EST DIREZIONE VALGANNA, CON UNA DISCESA VELOCE SUL TERRITORIO DELLE VECCHIE MINIERE ABBANDONATE!!!
  • Azione: Beh in discesa si sta piegati in avanti e si corre alzando i talloni verso il culo (sarà uno sballo cadranno tutti hahahahhah)
  • Realtà: mumble mumble, discesa veloce… forse devo ritornarci per cercarla meglio, perché io veloce non sono riuscito ad andarci…
  • Situazione: IN BREVE TEMPO RAGGIUNGIAMO IL FONDO VALLE PRONTI PER UNA SERIE DI SALISCENDI CHE IN 13 KM CI FANNO ACCUMULARE 1100 mt D+
  • Azione:-Raggiungi la cappella: vi fermate e dite una preghiera 😀
    -punto panoramico del San Bernardo, osservate come se foste degli avventurieri con le mani sulla fronte per osservare meglio in lontananza
    -sul monte minisfreddo, tutti hanno freddo, quindi giù lo zaino e ci si copre!
    -di nuovo punto panoramico
    -dicesa ripida, come prima!
    -nel bosco non puoi non fermarti ad ascoltare gli uccellini
    -salita leggera, quindi corsa sul posto leggera ma con fiatone
  • Realtà: tutto come da programma, preghiere comprese!

  • Situazione: PER POI SCENDERE FINO ALL’ABITATO DI BRINZIO, 51 KM PERCORSI E 3° RISTORO SOLIDI. FATE SCORTA DI GLICOGENO PERCHÉ’ L’ULTIMA SALITA E’ LI AD ASPETTARVI 3KM PER RAGGIUNGERE IL PASSO DELLE PIZZELLE, SIAMO SUL VERSANTE NORD DEL CAMPO DEI FIORI.
  • Azione: C’è un ristoro, fermati a mangiare ed a recuperare, simulate lo sbrago ed il mangiare
  • Realtà: qui oramai ero già in crisi. Quando sono arrivato al ristoro, ho guardato l’altimetria sul pettorale ed ho chiesto “scusate, dove siamo?”. In quel momento ho capito che avrei dovuto trascinarmi al traguardo.. beh mancavano solo 16 km (16 km! sì, perché i chilometri che il G.P.S.segnava erano 67, non 65… traccia che, alla fine, risulterà leggermente abbondante)

 

  • Situazione: IN MENO DI UN KM SI RAGGIUNGE SEMPRE IN SALITA LA SCALA DEL CIELO (SIMBOLO DEL CFT 2017)
  • Azione: C’è una scala del cielo, dagli importanza, guarda in alto e simula la salita di una scala
  • Realtà: scusate, ma qui, oramai, vedevo solo la Madonna, niente scale, né cielo…

  • Situazione: SUCCESSIVAMENTE IL MONTE TRE CROCI. ULTIMI SFORZI SONO 6 KM PER RAGGIUNGERE IL FORTE DI ORINO CON IN MEZZO PERO’ L’ASCESA ALLA PUNTA DI MEZZO (PUNTO PIU’ ALTO DEL TRAIL CON 1250M)
  • Azione: Se sali alle croci almeno tre segni della croce non puoi non farli fare, ti ricordi come si fa?
  • Realtà: ecco diciamo che di segni della croce ne ho fatti una decina, nella speranza che l’Arcangelo Gabriele venisse in soccorso per alleggerirmi e portarmi al traguardo, poi ho pensato alla squalifica e allora ho solo ringraziato del meraviglioso tracciato che stavo percorrendo.

 

  • Situazione: ORA SOLO UNA LUNGA E TECNICA DISCESA NELLA PRIMA META’ VI RIPORTERA’ IN MENO DI 8KM PLANANDO ALL’ARRIVO.
  • Azione: Discesa tecnica, suvvia come si fa a scendere? Insegnaglielo 😉
  • Realtà: ecco, ancora un discesa tecnica. meno stressante delle prime e più corribile, ma che fatica…

 

  • Situazione: ARRIVO DALLE SPONDE DEL LAGO DI VARESE
  • Azione: Applauso della folla, tutti applaudite!!!
  • Realtà: APPLAUSO DELLA FOLLA E ANNUNCIO DELLO SPEAKER! CHE EMOZIONE!
    sono anche stato intervistato, ma non so cosa sia riuscito a dire, probabilmente ho ripetuto come un ebete quanto mi chiedeva lo speaker… vabbeh, magra figura.
    il seguito è stato solo una bella doccia calda, due massaggi da una carina, simpatica e preparata Osteopata e tanto recupero con cibo e birra!

nel Cuore e nella Mente tutto il ricordo di un tracciato durissimo rispetto alle aspettative, ma con una gioia infinita per aver visto panorami mozzafiato, per aver vissuto situazioni simpatiche in puro spirito trail, per aver corso in cresta con un aliante che mi volava a 100 metri e tanto altro…

C.F.T.: Che Fottutissimo Tracciato, ma tanto bello da lasciare un segno, non solo nelle Gambe, ma anche nel Cuore e nella Mente.

Maurizio S.

Trail Running School

Trail Running School

Corso di Trail Running per Amatori

Condotto dal Coach Maurizio! Pedagogista sportivo, istruttore di Trail Running ed appassionato di Ultra Trail.

Allenarsi in Gruppo, guidati da un istruttore preparato, è il modo migliore per tenersi in forma divertendosi creando un gruppo di amici animati dalla stessa passione.

Il corso di Trail Running ha l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di tecniche di corsa corrette per affrontare al meglio l’ambiente Naturale, inoltre è il modo migliore per tenersi in forma senza incorrere in infortuni dovuti ad un approccio scorretto.

Il corso prevede, oltre al potenziamento specifico per affrontare la corsa in Natura,  l’approfondimento delle seguenti tematiche:

  • Materiale tecnico ed utilizzo (hydrobag; bastoncini, zaino, SOSBag etc)
  • Tecniche di corsa in salita e in discesa
  • Abbigliamento Tecnico
  • Strumenti per la localizzazione

 

Quando? E Dove?

Gli allenamenti si terranno da ottobre 2017 a giugno 2018

il terzo GIOVEDI’ del mese : presso la pista di atletica di Gussago dalle 19.00 alle 20.00

la prima DOMENICA di ogni mese: concorderemo di volta in volta un luogo adatto a scoprire nuovi sentieri e testare sul campo quanto appreso durante l’allenamento.

 

Prima lezione di

PROVA GRATUITA: 19 OTTOBRE 2017

 

Quanto Costa?

€ 70 bimestrale;

€ 240 stagione completa.

A tutti i partecipanti verrà offerta una maglia tecnica della “Trail Running School”!

 

Segui l’evento su Facebook

 

Per ISCRIZIONI e INFORMAZIONI:

maurizio@seneci.com

3283353417

Oppure

 

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La Consulenza Pedagogica

La Consulenza Pedagogica

La Consulenza Pedagogica in pillole

Per Introdurre ciò che la mia professione offre mi piace partire dal senso delle parole riportate nella definizione della mia attività: ‘Consulenza Pedagogica’. Cercando il significato etimologico di ‘fare consulenza’ scopriamo che vuol dire riflettere, provvedere, consigliare, ovvero soffermarsi su qualcosa ed anche esercitare una pratica del consiglio. Da quest’ultimo termine, ‘Consigliare’, appunto, possiamo richiamare il termine “cum-silère”, ovvero ‘stare in silenzio insieme’, ma anche “cum-sedère”, che indica lo ‘stare seduti insieme’, mentre “cum-salire”, diversamente, ma con logica, suggerisce la necessità di ‘saltare da qualche parte insieme’.

Possiamo quindi affermare che ‘per consigliare’, o precisamente per “fare consulenza”, risulta necessario restare su TRE precise azioni:

  1. “Fare silenzio insieme”. Il silenzio è richiesto sia al consulente che al consultante, contemporaneamente. Non un silenzio ‘morto’ e vuoto, ma che implica la sospensione della parola, e l’apertura ad uno spazio di pensiero. ‘Un buon consiglio’ non può essere dato nell’immediato.
  2. “Stare seduti insieme”. Per afferrare a fondo un momento, una situazione, una difficoltà o un disagio è fondamentale fermarsi, è necessario sospendere qualsiasi attività ordinaria, sia da parte del consulente che del consultante.
  3. “Saltare da qualche parte insieme”. Infine è concretamente necessario mettere in atto qualcosa di nuovo, andare in un altro luogo insieme, dopo aver reso pensabile qualcosa. È un’esperienza che richiama una partenza, un’iniziazione. Il consulente, quindi, è a tutti gli effetti un educatore, tenuto ad agire e a cambiare con il consultante.

Alba

Ogni intervento di consulenza, risponde ai bisogni ed alle necessità del consultante e si basa sull’adozione specifica di tecniche e linguaggi che, esercitati intensivamente in uno spazio e in un tempo definito, producono apprendimento, socializzazione e inculturazione.

L’obiettivo della consulenza è, quindi, quella di mettere in atto un processo educativo.

Ad oggi l’offerta da me proposta può rispondere ai seguenti bisogni:

  1. Disagio Minorile; In un momento di disagio può accadere che il bambino non riesca a trovare le parole per esprimere ciò che sta vivendo internamente. Il suo corpo, il suo volto, i suoi atteggiamenti, fortunatamente, parlano. Potrà sembrare strano e difficile da comprendere, ma ogni gesto che i bambini compiono rappresentano un messaggio da ascoltare e abbracciare. Talvolta risulta necessario accompagnare il bambino a far emergere ciò che è più insito che può manifestarsi attraverso difficoltà emotive e relazionali, piuttosto che difficoltà nell’apprendimento e fragilità a livello organizzativo-motorio. Il compito del pedagogista, attraverso metodi e tecniche adeguate e specifiche, è quello si trasformare le emozioni negative espresse in un’innovativa fiducia in sé e nelle proprie possibilità.
  2. Disagio Adolescenziale; La ‘Trasformazione’ che un adolescente incontra lungo il cammino di crescita non sempre risulta facile ed indolore. È in questo cammino che il bambino, crescendo, avrà la possibilità di affrontare un percorso che lo porterà alla scoperta di Sé. Spesso, però, l’insorgere di ambivalenze e conflittualità, può portare a quelle che vengono definite “crisi esistenziali”. Il ruolo del Pedagogista, attraverso un movimento continuo tra limiti e potenzialità, paure e desideri, è quello di accogliere e accompagnare l’adolescente nella definizione della sua nuova identità trasformando i conflitti in un’occasione di crescita.
  3. Disagio Adulto e Disassuefazione; Il bisogno innato di integrità e autorealizzazione si scontra spesso con paure, più o meno profonde, frustrazioni e fragilità emotive. Ne nasce così un senso di insoddisfazione e disagio che possono, svilupparsi nella persona e caratterizzare di conseguenza l’ambito personale, familiare, professionale o sociale della persona stessa. È anche in questa difficile situazione, poco gestita da un momento di fragilità, che la persona può trovare una soluzione di sostegno e di dipendenza in qualcosa di distruttivo. Compito del Pedagogista è quello di affiancare il consultante offrendo uno spazio di apertura per cercare di dare forma al disagio, investendo sulle abilità e potenzialità esistenti e raggiungere una rinnovata fiducia per tornare a camminare verso gli obiettivi desiderati.
STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

Iniziare a Correre e Continuare..

Iniziare a correre, ma soprattutto continuare, non è facile.

attraverso la corsa è possibile raggiungere un equilibrio fisico-emotivo-mentale, ma questo processo risulta efficace se supportato e facilitato dalla presenza di un Accompagnatore, un motivatore per la mente e un ‘allenatore’ per il corpo.

Il mio ruolo sarà quello di accompagnarti un passo dopo l’altro per raggiungere l’obiettivo di Star Bene, evitando, anche, inutili infortuni dovuti ad un’attività svolta non correttamente.

 

  • Se vuoi un percorso personalizzato ed esclusivo non esitare a CONTATTARMI per costruire un pacchetto “Ad Hoc”, oppure prova a visionare i percorsi proposti QUI.

 

  • Se pensi di UNIRTI al GRUPPO: RUNNING SCHOOL
    • PERCORSO START: per chi inizia correre.
    • PERCORSO GOO: per chi vuole un ritmo più sostenuto e migliorare la tecnica.

(Clicca sulla locandina per accedere all’Evento)

 

  • Se invece vuoi provare l’ebrezza della Corsa in NaturaTRAIL RUNNING SCHOOL:

(Clicca sulla locandina per accedere all’Evento)