MT2 Topo Athletic, leggere, durature e difetti da trovare

MT2 Topo Athletic, leggere, durature e difetti da trovare

MT2 Topo Athletic, leggere, durature e ci sono ancora un po’ di difetti da scovare

Da qualche anno possiamo vedere on line ed ai piedi di alcuni Runners delle scarpe ‘strane’ e accattivanti: Topo Athletic.

Uno dei modelli che questo marchio ha presentato in Italia e che ho potuto sperimentare è il modello MT2.

Topo Athletic è nato dalla mano di Tony Post, ex direttore esecutivo di Vibram, e proprio dal suo nome deriva il marchio di queste scarpe: TOPO (TOny POst). La filosofia applicata alle calzature prevede una corsa vicina al Natural Running con scarpe adatte alla transizione.

Sia su Asfalto che in modalità Trail Running, le Topoathletic permettono ai runner di ottenere un’impronta quanto più naturale possibile e di evitare qualsiasi tipo di correzione, come il controllo della pronazione. Topo Athletic MT2 ha una forma abbastanza ampia e ha solo un differenziale di 3 mm.

Topoatheltic si affaccia su un mercato specifico, con l’intento di accompagnare i runner nel loro percorso per migliorare la tecnica di corsa. Un’evoluzione continua, che, probabilmente, obbligherà il marchio a continue sperimentazioni.

 

Primi Chilometri..

Prima di infilare le scarpe ai piedi, le ho osservate e girate tra le mani e posso raccontarvi l’impressione iniziale che ho avuto osservando queste scarpe da vicino: risultano immediatamente robuste e forti, ma al tempo stesso leggere. Infatti, le scarpe pesano solo 252 g, rispetto allo standard possiamo definirlo molto basso per questo numero, cosa li rende in scarpe di più leggero che possiamo trovare sul mercato. Testando la flessibilità con le mani ho potuto scoprire scoprire e testare una scarpa flessibile e confortevole che seguirà perfettamente i movimenti del piede anche dopo innumerevoli chilometri.

Quest’ultima potesi andrà ulteriormente verificata.

La forma che queste scarpe presentano è classica del mondo Natural Running, e prevede una pianta larga nella parte anteriore della scarpa, dando la possibilità al piede ed alle dita di seguire il naturale movimento soprattutto durante la fase di atterraggio, quando il piede si ‘spalma’ su tutta la sua superficie per distribuire i movimenti ed il peso corporeo.

Già dai primi passi e dalle prime corse posso godere con stupore del comfort che si nota nella zona metatarsale. Penso che sia fondamentale, però, vedere quanto mantengano queste prestazioni dopo decine di chilometri e su terreni sconnessi e tecnici.

Intersuola

L’intersuola delle Topo Athletic MT2 presenta un’altezza di 23 mm nella zona del tallone e 20 mm nell’area dell’avanpiede, rendendo il differenziale di soli 3 mm, una differenza che si avvicina molto alla filosofia minimalista con il tentativo di ottenere un’impronta naturale.

Ricordo che tale differenziale influenza necessariamente la tecnica di corsa portando il runner ad impegnare maggiormente l’avanpiede piuttosto che il tallone e che invita ad una postura in corsa più eretta ed un passo più efficiente.

La parte superiore è costruita con un tessuto abbastanza sottile, ha una certa elasticità ed è molto traspirante. Le protezioni della punta oltre a proteggerci da colpi accidentali con pietre, rocce e sporgenze che possiamo trovare lungo il tracciato, danno forma al tessuto della parte superiore insieme a sezioni termoindurenti che troviamo in diversi punti della scarpa. La funzione di questi termoindurenti è quella di fornire una migliore presa e solidità e allo stesso tempo proteggere i nostri piedi.

Chiusura e Parte superiore

La chiusura presenta qualche difficoltà a trovare la pressione ‘perfetta’, ma una volta trovata, potrete essere certi del loro mantenimento anche dopo notevoli chilometri sui terreni più accidentati.

L’area del tallone ha una struttura semirigida che esercita un sostegno significativo e adeguato in tutta la zona aumentando la presa e fornendo un sicuro appoggio nelle discese più esigenti.

La linguetta è cucita sui lati per impedire che piccole pietre o pezzi di cespugli entrino mentre corriamo. Posso confermarlo in quanto durante tutte le uscite non ho mai avuto problemi di questo genere. Potrebbe essere utile migliorare il sistema di bloccaggio delle stringhe, in quanto quello esistente (un anello che si trova a metà linguetta) risulta stretto scomodo, anche se abbastanza efficiente.

Come abbiamo già detto, Topo Athletic sposa una filosofia minimalista nello sviluppo della sua calzatura, quindi non troviamo alcun sistema di pronazione, controllo di stabilità o sistema di protezione del piede applicato alle MT2. Sono certo che non ve ne sia bisogno, perché diminuirebbe la buona adattabilità al terreno ed aumenterebbe notevolmente il peso. In questo modo il contatto è più diretto, migliora il modo di eseguire la tecnica e ci dà più fiducia nel calcolare dove stiamo andando a passo poiché scegliamo il miglior punto di sostegno.

Finiture

Le finiture della Topo Athletic MT2 sono di alta qualità. Tutti i termosaldati sono perfettamente aderenti al tessuto e difficilmente si trovano cuciture che possono causare fastidiosi sfregamenti.

Le protezioni delle dita hanno la necessaria rigidità che ci protegge le punte delle dita: più volte ho avuto un incontro ravvicinato con pietre piuttosto grosse durante le discese a tutta velocità su sentieri tecnici. Le protezioni del tallone sono più che sufficienti e la sua struttura semi rigida protegge dagli impatti e fornisce un buon supporto.

Le MT2 sono costruite con un tessuto molto traspirante che consentono di essere utilizzate anche in giornate molto calde evitando la sudorazione eccessiva.

Le scarpe non presentano nessuna protezione rispetto all’impermeabilizzazione, quindi, le MT2 lasciano che l’acqua entri facilmente su terreni bagnati o durante le giornate di pioggia. La termoregolazione del piede, però permetterà al piede di non soffrire particolarmente il freddo.

 

Suola

La suola delle MT2 funziona bene. Il disegno è pensato con grande ingegnosità: i tacchetti della zona anteriore sono abbastanza prominenti e sono disposti in modo da favorire l’avanzamento. Sul tallone, invece, troviamo un disegno che può essere utile in discesa, gestendo il rallentamento e una buona tenuta.

Una suola, quindi, che permette un grip multidirezionale su diverse tipologie di terreno. Ma la progettazione della suola delle MT2 permette una buona flessione grazie alle linee trasversali in tutta l’area frontale. Questo permette che la flessione avvenga facilmente, senza forzare troppo. Troviamo anche linee longitudinali che favoriscono l’adattabilità al terreno in modo da non perdere trazione o presa. Un disegno che, su sentieri bagnati e tecnici hanno funzionato alla grande.
Su terreni che presentano sporcizia, erba e fango, la trazione e la presa sono stati molto buoni. In condizioni di pioggia, il fango tende ad accumularsi sotto la suola, ma la dispersione è relativamente rapida, permettendo di non accentuare troppo l’accumulo mantenendo leggerezza e una corsa confortevole.

Durata

Ho corso poco più di 200 km con le MT2, su strada o sentiero, terreno tecnico o pavimentato. Praticamente in tutte le condizioni possibili hanno saputo mantenere un buon confort e precisione.

L’usura della suola sembra buona. E’ chiaro che tale parametro è molto soggettivo: dipende dalla tecnica, dalla leggerezza della corsa e dalla tipologia dei terreni, ma, riparametrato alle scarpe che ho indossato negli ultimi 4 anni, posso dire che è nella media.

Se ti attira il mondo della corsa naturale, del minimalismo o semplicemente vuoi approfondire la tecnica di corsa, dovrai prestare particolare attenzione al Topo Athletic MT2.
Perché?
Perché possono essere una risposta alle tue esigenze.
semplici, robuste, leggere e ottime per godere di una corsa più naturale.

La sua forma larga facilita un atterraggio più naturale, i suoi bassi profili e il differenziale di soli 3 mm permettono un contatto più diretto con il suolo e il nostro passo adotta una posizione più naturale ed efficace. E’ necessario accompagnare con una buona tecnica e un lavoro funzionale.

 

pro:

– molto leggero;

– ampia scoperta che consente la libertà di movimento;

– buon sostegno;

– buona traspirazione;

– buona presa a secco;

– buona flessibilità.

 

Contro:

– non è semplice trovare la giusta regolazione delle stringhe;

– voglio/devo ancora trovarne altri.

 

Maurizio S.

 

Se hai domande..

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È Naturale Correre o è la Corsa Naturale?

È Naturale Correre o è la Corsa Naturale?

È Naturale Correre o è la Corsa Naturale?

Beh, direi che è una bella domanda, a cui trovare risposta non è poi così semplice. Una cosa è certa: correre è nel nostro DNA. Nell’articolo DNA da Runner esprimo in modo semplice questo concetto ed anche i benefici che la corsa produce nell’uomo.

Un’altra certezza si può sottoscrivere osservando i runner di oggi rispetto a quelli del passato, dove per passato non intendo quelli degli anni ’50 che correvano con dei bellissimi fuseaux che tanto invidio, ma i runner “primordiali”: abbigliamento, scarpe e attrezzatura hanno sicuramente condizionato il modo di correre, la tecnica.

Proprio le scarpe, pensate, progettate e costruite in un determinato modo, e con obiettivi ben precisi, hanno contribuito a modificare la tecnica di corsa.

Non credo che ci sia UN MODO sicuro, unico e perfetto per correre. Soprattutto perché vedo l’uomo come una macchina capace di adattare il proprio corpo in base alle necessità, difficoltà e bisogni e, quindi, talvolta risulta necessario correre con una particolare tecnica piuttosto che con un’altra.  Credo, però, che ciò che ha da sempre caratterizzato l’uomo sia la Corsa Naturale che tutti, bene o male, riusciamo a fare. Proviamo, anche solo per 2 minuti, a pensarci su una spiaggia bianca caraibica mentre inseguiamo la nostra dolce metà. O scappiamo!

È proprio inseguendo questo sogno che mi sono imbattuto in questi ‘strumenti’, che qualcuno potrebbe definire di tortura.

 

In ordine di comparsa da sinistra a destra, Altra, Topo Athletic e Newton, sono alcune delle tante marche (dal mio punto di vista non rientrano nel gruppo di marche più blasonate) hanno voluto investire in questa direzione.

Se torniamo al sogno di poche righe sopra, della corsa sulla spiaggia caraibica, possiamo focalizzarci su come questa corsa avviene in modo abbastanza naturale evitando quella che solitamente viene definita “Rullata” del piede e sfruttiamo, invece, la parte più anteriore del piede. Preciso che utilizzo il termine “in modo abbastanza naturale” perché, dopo anni e anni di corsa appoggiando il tallone non è detto che il nostro cervello riesca a dare l’impulso corretto per modificare il movimento abituale, ma, sicuramente, alla prima tallonata, il vostro piede, la vostra schiena e il vostro cervello vi stramalediranno!

Non è in questo articolo che voglio raccontarvi se e come promuovere il cambiamento o cosa bisogna fare, ma volevo solo anticiparvi che è da qualche mese che consumo la gomma di queste scarpe ed a breve vorrei raccontarvi cosa penso e cosa hanno sentito i miei piedi.

buone corse!

Maurizio S.

Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

Una nuova filosofia nell’abbigliamento sportivo: CTWsport

L’abbigliamento sportivo per un runner e per un trail runner è una seconda pelle che deve svolgere adeguatamente il suo dovere tanto quanto la ‘pelle originale’. La scelta dei capi però non è sempre facile ed immediata, soprattutto perchè il panorama offre una grande varietà di prodotti con diverse caratteristiche. La difficoltà sta nello scegliere quelli che rispondono meglio alle esigenze del proprio corpo e questo, spesso, richiede tempo e denaro, come ben sappiamo, i capi di qualità hanno prezzi superiori ai capi “standard”.

Quasi per caso nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un link sulla pagina facebook di trailrunning.it, dove stavo un po’ curiosando in vista di un nuovo articolo da pubblicare, che mi ha rimanda ad un negozio online di abbigliamento tecnico prodotto Made In Italy. Non sono un estremista del Made in Italy, ma se posso contribuire alla commercio italiano restando soddisfatto lo faccio volentieri. Entrando virtualmente nel negozio sono subito colpito dai capi offerti: esteticamente belli ed essenziali, all’apparenza pratici.

Come è noto, la scelta di un capo tecnico può essere fatta on line solo nel caso in cui si conosce il prodotto (e si sfrutta la rete per risparmiare qualche soldino!), oppure ci si affida alla provvidenza e si ‘rischia’ tutto acquistando e sperando nell’ottima qualità del prodotto e nella perfetta sintonia con il proprio corpo.

Dopo qualche minuto di elucubrazione tautologica avviata durante la navigazione nello Store On line, mi accorgo che ho la possibilità di avviare una chat per risolvere alcuni dubbi.

Nel giro di pochi secondi (ci tengo a sottolineare che erano le 23:15 di venerdì 14 aprile) mi risponde un ‘consulente’ che mi aiuta a risolvere l’amletico dubbio sulla scelta del capo: attraverso il CTW Test Program posso comodamente provare dei capi e scegliere quali possono fare al caso mio oppure no. È possibile provare fino a un massimo di 4 capi e 4 sono quelli che scelto. Di fatto si possono acquistare direttamente i prodotti, oppure aderire a questo servizio. L’addebito sulla carta di credito avverrà solo a transazione avvenuta e, quindi, quando verranno scelti i capi da tenere e quelli da rimandare al negozio. Il tutto senza costi aggiuntivi.

Il termine ‘PROVARE’ va inteso come sperimentare l’abbigliamento tecnico durante una corsa. Quante volte è capitato di provare in negozio una maglietta, o un paio di pantaloncini e dopo averli portati a casa ed indossati con tanto entusiasmo verificare, durante una corsa, quella simpatica abrasione sulla nostra pelle?

Questo può essere sfatato.

Aderisco subito ed invio l’ordine. Mercoledì 19 aprile i capi sono già nel mio armadio.

Fin da subito si percepisce al tatto la ‘comodità’ del capo, dato dalla morbidezza del tessuto e dalla fattura (così mi insegnava mia nonna). Una volta indossati si avverte un piacevole confort, e ci si adagia volentieri. Il pensiero, però, corre subito all’esterno della stanza in cui mi trovo: in Val Trompia le temperature non sono clementi, saranno all’altezza? Riusciranno a mantenere il corpo alla temperatura ideale . Voglio testare il capo e faccio la ‘follia’. Rientro da un leggero infortunio e non posso esagerare, quindi con pantaloncini e maglietta giovedì 20 alle ore 21.15 esco con una temperatura di 6° per una leggera corsetta. Corro per circa 40′ a bassa velocità, e non sento minimamente difficoltà nel gestire la temperatura pungente. Mi sorge quindi il dubbio che sotto sforzo potrei ‘surriscaldarmi’. Non posso esagerare, ma dedico 10′ ad un passo più sostenuto (non sono flash, ma mi scaldo velocemente) e la sensazione è la medesima nonostante la differenza di movimento e l’aumento considerevole dello sforzo e quindi delle temperature del corpo.

Ottime sensazioni, quindi.

Rientro soddisfatto del servizio e del prodotto.

Mentre mi cambio per una doccia ho la sensazione che, avendo provato l’abbigliamento su una semplice, ma piacevole pista ciclabile, temo che il capo possa faticare a reggere la mia maldestra abitudine di praticare trail uscendo dai tracciati e, quindi, incappando in alberi, rovi e quant’altro. Certo non esistono magliette anti rovi, ma questa sensazione è forte. Per ora non ho l’opportunità di impegnarmi in questo “test di secondo livello” ma sfrutterò nuovamente questi capi durante la Milano Sanremo dove, tra una settimana, cercherò di tenere alto il morale al mitico Leo, un Amico e Atleta che supporto da qualche anno e che si cimenta in competizioni dalle lunghe distanze con l’obiettivo di “baciare il piede di Leonida nel 2018”.

La Resilienza del Criceto

La Resilienza del Criceto

La resilienza del criceto, sembra una presa in giro, ma in realtà è una questione su cui spesso mi interrogo: richiede più resilienza salire e scendere per i monti facendo millemila metri di dislivello oppure correre come un criceto su un circuito di un chilometro circa per tante centinaia di volte in 6 giorni?

Credo che la risposta possa di certo portarci a discutere su cosa sia più bello o più spettacolare fare, ma indipendentemente da ciò ritengo e sono fermamente convinto che entrambe le Avventure richiedano enormi quantità di RESILIENZA.

Senza dubbio! Non solo perché la gara che il nostro Leo  ha iniziato da poco richiede una continuità mostruosa, ma anche perché la monotonia del percorso incide notevolmente sulle prestazioni: in un articolo precedente discutevamo di come l’ambiente possa influire sul benessere della persona, ritengo che una situazione contraria non sia di certo favorevole.

“Continuità Mostruosa”è la caratteristica fondamentale di questa gara: 6 giorni! Opportunamente pensati, pianificati e studiati a tavolino, ma poi il campo la farà da padrona.

Ed è proprio sul campo che Leonardo dovrà dare fondo a tutta la Resilienza a sua disposizione.

Un campo lontano parecchi chilometri dal solito, in Grecia al 12th Athens Ultramarathon Festival che impegnerà Leo, da oggi, fino al 19 febbraio.

Cliccando sull’immagine potrete monitorare il Viaggio di Leo dei prossimi 6 giorni.

Avanti così in questa nuova avventura. Buon Viaggio.

Maurizio S.