Terraventure, la scarpa che sa stare al passo.

Terraventure, la scarpa che sa stare al passo.

Terraventure, la scarpa che sa stare al passo di Topo Athletic è un interessante possibilità se cerchiamo nel mondo delle calzature per Trail Running in versione #Movebetternaturally. Ma vediamo di cosa stiamo parlando.

Prime Impressioni

La spesa è in linea con le sue dirette concorrenti, ma quando spendi 150€ per un paio di scarpe, hai sempre quella leggera ansia, che ti attanaglierà fino a quando non metterai ai piedi le meravigliose creature e le consumerai tra la polvere, nel fango o sulla nella neve dei sentieri percorsi per poi rientrare a casa. Togliersi le scarpe soddisfatti e bersi una birra. Ma quest’ultima parte, quella alcolica, è l’unica parte certa.

Ho percorso 400km tra sentieri, guadi, boschi innevati e tratti di bitume (BLEAH!) per provare le Terraventure e per potervi raccontare cosa ne penso. Ora mi sto bevendo l’ennesima rossa e posso spulciare pregi e difetti.

Ciò che attira subito il mio sguardo è la linea, generosamente ampia nell’avampiede, ma che non risulta esagerata e sproporzionata all’occhio.

 

Non è una scarpa minimalista, anche se, come molti modelli Topo, ha un drop ridotto che accompagna il runner durante il percorso di transizione (che poi, parlare di transizione, a mio avviso non è poi così corretto, ma lo vedremo in un altro articolo QUI), quindi ha una sezione nell’avampiede ampio e una buona protezione dell’intersuole.

Ricordiamoci che DROP 0, non vuol dire NESSUNA PROTEZIONE!

Alcune misure

Altro dato da mettere in evidenza è che non ci sono supporti per l’arco plantare aggravanti o altri elementi strutturali che impediscono ai miei piedi e alle caviglie di svolgere il loro lavoro. Con un peso di 275 g in una taglia 9, ed è sorprendentemente flessibile.

 

Quando ho messo la scarpa per la prima volta ho potuto dire che c’era qualcosa di speciale. L’intersuola vanta un’altezza di 25 mm nella parte posteriore del tallone e di 22mm nella parte dell’avanpiede, creando così un drop di 3 mm. Una misura prossima allo 0, ma che contribuisce a non sollecitare troppo i sistemi di movimenti coinvolti.

Il piede medio e il tallone si adattano perfettamente grazie in parte al taglio dell’ultimo e al sistema di allacciatura.

Trovo Curioso il colletto alto che avvolge il tendine di Achille, potrebbe risultare fastidioso, ma gioca una funzione di contenimento nei tratti veloci e tecnici, anche se risulta però necessario abituarsi a questa caratteristica pronunciata.

Costruzione

Questa scarpa è costruita per durare mantenendo il vostro piede a proprio agio. Invece di usare mesh con overlay per il rinforzo, Topo ha valutato di stampare il pattern direttamente sulla mesh. Ciò fornisce resistenza e durata riducendo al contempo il numero di parti che possono guastarsi. Sono anche riusciti a usare solo una cucitura nella tomaia eliminando i punti di rottura.

 

Il sistema di allacciatura delle Terraventure utilizza un sistema ad asole in tessuto molto resistenti, in sostituzione ai classici fori, su tutta la lunghezza del piede tranne che per i primi due fori in alto. Ho trovato comodo per gestire e regolare la pressione di chiusura della scarpa, soprattutto quando si utilizza il metodo di blocco per la discesa. L’imbottitura nella lingua è moderata. Quanto basta per dargli struttura e proteggere la parte superiore dei tuoi piedi dai lacci, ma non così spessa da sembrare di intralcio, anche se, in risposta ai terreni che affronto, non mi sarebbe dispiaciuto una maggior generosità nella lunghezza della linguetta stessa.

Colletto, bordi e linguetta, nel loro insieme, offrono un’ottima protezione.  La tecnologia usata e dedicata alla progettazione di questa tomaia rende il prodotto bello alla vista. Quando lo guardi da vicino è bello, ma c’è un rovescio della medaglia: il materiale stampato rischia di rallentare la ventilazione ed il drenaggio, ma ritengo che la capacità di areazione e drenaggio delle parti ‘aperte’ consente di controbilanciare questo difetto. Durante le giornate afose e calde, ammetto che non dispiace trovare qualche guado per rinfrescare i piedi. D’inverno, il problema non sussiste, la temperatura è piacevole, anche dato dal fatto che mentre si corre il piede si riscalda immediatamente mantenendo una temperatura ideale.

Soletta, intersuola e suola

Le solette sono rimovibili. Per la maggior parte sono comode, le ho trovate leggermente in difetto rispetto alla forma della scarpa, si ha quasi l’impressione che sia in punta che sul tallone siano troppo lunghe. Questa sensazione oculare non si riscontra quando si indossa la scarpa, ma è un particolare che voglio approfondire.

Comode e straordinariamente flessibili. Nulla da aggiungere.

Sperimentate su ogni tipo di terreno, hanno saputo dare il meglio di sé durante il CFT, un trail da 65 km con 4000 mt di dislivello positivo in cui si incontrano diverse tipologie di terreno. Terra, rocce, pietrame…  Su tratti tecnici e ricchi di rocce la pianta del piede e i piedi son ben protetti e il terreno viene ben gestito. Propriocezione e sensibilità completano il tutto. Quando al 50esimo chilometro (ormai più di là che di qua, grazie alla mia super forma) ho dovuto affrontare un bosco con una meravigliosa discesa su terra, segnalata con “ATTENZIONE TRATTO SCIVOLOSO”, ho apprezzato tantissimo la tenuta impeccabile delle Terraventure che mi hanno permesso di recuperare un po’ di forze.

Venendo da Vibram, Tony Post sa come realizzare una suola ad elevata prestazione..Prendendo spunto da quanto afferma lo stesso Tony Post, le Terraventure sono dotate di anse aggressive e ad ampia apertura per discese difficili, alette di stabilità attraverso l’area mediale e anse più piccole con scanalature flessibili nell’avampiede per ottimizzare la trazione in salita e in discesa. La suola utilizza diverse alette per terreni diversi.

Resta da evidenziare un solo particolare da migliorare: nei tratti fangosi la dispersione del materiale avviene con più di fatica. Il disegno risulta forse troppo accentuato per i terreni fangosi. Da tenere in considerazione.

Resta però importante fare due considerazioni:

  1. Su terreni particolarmente fangosi potrebbero essere utili i ramponcini
  2. Il fango è nemico di tutte quelle suole con tacchettatura pronunciata. Ricordiamocelo e prendiamo provvedimenti, almeno sui lunghi trail dove abbiamo la possibilità di avere dei cambi.

 

Conclusione

Le Topoathletic restano le mie scarpe da trail e ultra trail preferite. I sentieri che solco sono piuttosto tecnici e, quando sono bagnati, non presentano zone fangose.

Ritengo, quindi, le Terraventure un’ottima scarpa da trail che, però, potrebbe migliorare, comunque, la ventilazione e il drenaggio del fango.

Rispetto allo stile, è TopoAthletic. Punto, anzi TOPO.

 

Maurizio S.
pronte per una nuova avventura
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Maurizio S.
“Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara”

cit. Dalai Lama

 

P R E Z Z I

 

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MT2 Topo Athletic, leggere, durature e difetti da trovare

MT2 Topo Athletic, leggere, durature e difetti da trovare

MT2 Topo Athletic, leggere, durature e ci sono ancora un po’ di difetti da scovare

Da qualche anno possiamo vedere on line ed ai piedi di alcuni Runners delle scarpe ‘strane’ e accattivanti: Topo Athletic.

Uno dei modelli che questo marchio ha presentato in Italia e che ho potuto sperimentare è il modello MT2.

Topo Athletic è nato dalla mano di Tony Post, ex direttore esecutivo di Vibram, e proprio dal suo nome deriva il marchio di queste scarpe: TOPO (TOny POst). La filosofia applicata alle calzature prevede una corsa vicina al Natural Running con scarpe adatte alla transizione.

Sia su Asfalto che in modalità Trail Running, le Topoathletic permettono ai runner di ottenere un’impronta quanto più naturale possibile e di evitare qualsiasi tipo di correzione, come il controllo della pronazione. Topo Athletic MT2 ha una forma abbastanza ampia e ha solo un differenziale di 3 mm.

Topoatheltic si affaccia su un mercato specifico, con l’intento di accompagnare i runner nel loro percorso per migliorare la tecnica di corsa. Un’evoluzione continua, che, probabilmente, obbligherà il marchio a continue sperimentazioni.

 

Primi Chilometri..

Prima di infilare le scarpe ai piedi, le ho osservate e girate tra le mani e posso raccontarvi l’impressione iniziale che ho avuto osservando queste scarpe da vicino: risultano immediatamente robuste e forti, ma al tempo stesso leggere. Infatti, le scarpe pesano solo 252 g, rispetto allo standard possiamo definirlo molto basso per questo numero, cosa li rende in scarpe di più leggero che possiamo trovare sul mercato. Testando la flessibilità con le mani ho potuto scoprire scoprire e testare una scarpa flessibile e confortevole che seguirà perfettamente i movimenti del piede anche dopo innumerevoli chilometri.

Quest’ultima potesi andrà ulteriormente verificata.

La forma che queste scarpe presentano è classica del mondo Natural Running, e prevede una pianta larga nella parte anteriore della scarpa, dando la possibilità al piede ed alle dita di seguire il naturale movimento soprattutto durante la fase di atterraggio, quando il piede si ‘spalma’ su tutta la sua superficie per distribuire i movimenti ed il peso corporeo.

Già dai primi passi e dalle prime corse posso godere con stupore del comfort che si nota nella zona metatarsale. Penso che sia fondamentale, però, vedere quanto mantengano queste prestazioni dopo decine di chilometri e su terreni sconnessi e tecnici.

Intersuola

L’intersuola delle Topo Athletic MT2 presenta un’altezza di 23 mm nella zona del tallone e 20 mm nell’area dell’avanpiede, rendendo il differenziale di soli 3 mm, una differenza che si avvicina molto alla filosofia minimalista con il tentativo di ottenere un’impronta naturale.

Ricordo che tale differenziale influenza necessariamente la tecnica di corsa portando il runner ad impegnare maggiormente l’avanpiede piuttosto che il tallone e che invita ad una postura in corsa più eretta ed un passo più efficiente.

La parte superiore è costruita con un tessuto abbastanza sottile, ha una certa elasticità ed è molto traspirante. Le protezioni della punta oltre a proteggerci da colpi accidentali con pietre, rocce e sporgenze che possiamo trovare lungo il tracciato, danno forma al tessuto della parte superiore insieme a sezioni termoindurenti che troviamo in diversi punti della scarpa. La funzione di questi termoindurenti è quella di fornire una migliore presa e solidità e allo stesso tempo proteggere i nostri piedi.

Chiusura e Parte superiore

La chiusura presenta qualche difficoltà a trovare la pressione ‘perfetta’, ma una volta trovata, potrete essere certi del loro mantenimento anche dopo notevoli chilometri sui terreni più accidentati.

L’area del tallone ha una struttura semirigida che esercita un sostegno significativo e adeguato in tutta la zona aumentando la presa e fornendo un sicuro appoggio nelle discese più esigenti.

La linguetta è cucita sui lati per impedire che piccole pietre o pezzi di cespugli entrino mentre corriamo. Posso confermarlo in quanto durante tutte le uscite non ho mai avuto problemi di questo genere. Potrebbe essere utile migliorare il sistema di bloccaggio delle stringhe, in quanto quello esistente (un anello che si trova a metà linguetta) risulta stretto scomodo, anche se abbastanza efficiente.

Come abbiamo già detto, Topo Athletic sposa una filosofia minimalista nello sviluppo della sua calzatura, quindi non troviamo alcun sistema di pronazione, controllo di stabilità o sistema di protezione del piede applicato alle MT2. Sono certo che non ve ne sia bisogno, perché diminuirebbe la buona adattabilità al terreno ed aumenterebbe notevolmente il peso. In questo modo il contatto è più diretto, migliora il modo di eseguire la tecnica e ci dà più fiducia nel calcolare dove stiamo andando a passo poiché scegliamo il miglior punto di sostegno.

Finiture

Le finiture della Topo Athletic MT2 sono di alta qualità. Tutti i termosaldati sono perfettamente aderenti al tessuto e difficilmente si trovano cuciture che possono causare fastidiosi sfregamenti.

Le protezioni delle dita hanno la necessaria rigidità che ci protegge le punte delle dita: più volte ho avuto un incontro ravvicinato con pietre piuttosto grosse durante le discese a tutta velocità su sentieri tecnici. Le protezioni del tallone sono più che sufficienti e la sua struttura semi rigida protegge dagli impatti e fornisce un buon supporto.

Le MT2 sono costruite con un tessuto molto traspirante che consentono di essere utilizzate anche in giornate molto calde evitando la sudorazione eccessiva.

Le scarpe non presentano nessuna protezione rispetto all’impermeabilizzazione, quindi, le MT2 lasciano che l’acqua entri facilmente su terreni bagnati o durante le giornate di pioggia. La termoregolazione del piede, però permetterà al piede di non soffrire particolarmente il freddo.

 

Suola

La suola delle MT2 funziona bene. Il disegno è pensato con grande ingegnosità: i tacchetti della zona anteriore sono abbastanza prominenti e sono disposti in modo da favorire l’avanzamento. Sul tallone, invece, troviamo un disegno che può essere utile in discesa, gestendo il rallentamento e una buona tenuta.

Una suola, quindi, che permette un grip multidirezionale su diverse tipologie di terreno. Ma la progettazione della suola delle MT2 permette una buona flessione grazie alle linee trasversali in tutta l’area frontale. Questo permette che la flessione avvenga facilmente, senza forzare troppo. Troviamo anche linee longitudinali che favoriscono l’adattabilità al terreno in modo da non perdere trazione o presa. Un disegno che, su sentieri bagnati e tecnici hanno funzionato alla grande.
Su terreni che presentano sporcizia, erba e fango, la trazione e la presa sono stati molto buoni. In condizioni di pioggia, il fango tende ad accumularsi sotto la suola, ma la dispersione è relativamente rapida, permettendo di non accentuare troppo l’accumulo mantenendo leggerezza e una corsa confortevole.

Durata

Ho corso poco più di 200 km con le MT2, su strada o sentiero, terreno tecnico o pavimentato. Praticamente in tutte le condizioni possibili hanno saputo mantenere un buon confort e precisione.

L’usura della suola sembra buona. E’ chiaro che tale parametro è molto soggettivo: dipende dalla tecnica, dalla leggerezza della corsa e dalla tipologia dei terreni, ma, riparametrato alle scarpe che ho indossato negli ultimi 4 anni, posso dire che è nella media.

Se ti attira il mondo della corsa naturale, del minimalismo o semplicemente vuoi approfondire la tecnica di corsa, dovrai prestare particolare attenzione al Topo Athletic MT2.
Perché?
Perché possono essere una risposta alle tue esigenze.
semplici, robuste, leggere e ottime per godere di una corsa più naturale.

La sua forma larga facilita un atterraggio più naturale, i suoi bassi profili e il differenziale di soli 3 mm permettono un contatto più diretto con il suolo e il nostro passo adotta una posizione più naturale ed efficace. E’ necessario accompagnare con una buona tecnica e un lavoro funzionale.

 

pro:

– molto leggero;

– ampia scoperta che consente la libertà di movimento;

– buon sostegno;

– buona traspirazione;

– buona presa a secco;

– buona flessibilità.

 

Contro:

– non è semplice trovare la giusta regolazione delle stringhe;

– voglio/devo ancora trovarne altri.

 

Maurizio S.

 

Se hai domande..

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STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

STOP, quando ti fermi ti stai allenando.

STOP, quando ti fermi ti stai allenando, sembra una presa in giro, ma non è così.

Relax, forzato o voluto: tanti Benefici. Clicca sull’immagine per scoprire un altro caso di STOP

Stiamo parlando di un Stop che sopraggiunge alla fine di un lungo periodo di allenamento. E’ così utile inserire un periodo di recupero? quanto ci influenza questo periodo? qual’è il periodo migliore e quanto deve essere lungo?

Una scelta che dovrebbe essere pensata, programmata e studiata, ma talvolta è forzata. Indipendentemente dalla forza interna o esterna che governa questa pausa, proviamo a scavare e rispondere alla domande poste.

E’ così utile inserire un periodo di recupero?

“SI”, è vivamente consigliato, ma potrebbe essere utile capire cosa succede.

E’ importante, ai fini dell’analisi, definire il tipo di di allenamento in questione.

Stiamo parlando di un allenamento particolarmente lungo, in cui il nostro organismo si modifica e, si spera, si evolve: diventiamo più resistenti e più, ma anche più determinati e resilienti. Uno di questi casi è la stagione sportiva.
Questo cambiamento, però, è solo una delle due facce della medaglia. Infatti, ad un allenamento lungo  consegue anche, inevitabilmente, una serie di particolarità non proprio positive per il nostro corpo e la nostra mente.

Difficilmente consideriamo che mantenere e seguire le regole che l’allenamento impone, gli orari decisi e precisi dedicati all’allenamento, il tempo e la qualità dedicata al cibo e al sonno, fa si che la nostra testa lavori incessantemente e alla fine di una stagione intera ha tutto il diritto di raggiungere quello che potremmo definire un affaticamento psicologico.

Abbiamo, inoltre, in seguito al dispendioso consumo di energie un abbassamento delle scorte di Ferro, Magnesio, ma anche di Glucosio e Glicogeno, soprattutto se ci stiamo allenando per le discipline di endurance.

Eccoci qui, scritto tutto questo, pur non entrando nello specifico è abbastanza evidente che uno stop sia più che meritato, se non necessario per poter riprendere a pieno regime la stagione con nuovi obiettivi più o meno ambiziosi.

La conquista della P.ta Almana

Quanto ci influenza questo periodo?

Provando a rispondere alla seconda domanda mi viene subito da pensare, osservando l’esperienza dei miei atleti che, come tante altre caratteristiche, il riposo venga considerato con criteri molto personali. se però cerchiamo di definire e dare un significato comune di STOP, che si intende proprio “FERMATI E NON TI MUOVERE”, posso osservare come tale periodo sia vissuto come momento gratificante ed atteso in quegli atleti di un certo livello che, stimolati dagli obiettivi e dai piazzamenti raggiunti, mentre è vissuto come periodo i cui avverrà un calo drastico delle prestazioni e che, quindi viene vissuto con ansia.
Non è così anzi, è l’esatto contrario.

Qual’è il periodo migliore e quanto deve essere lungo?

Se pensiamo alla stagione intera in cui abbiamo sforzato per raggiungere determinati obiettivi, abbiamo preparato con assiduità una competizione in cui il nostro sforzo è stato significativo potremmo ipotizzare che possa essere considerato un tempo tra gli 8 e i 20 giorni ed è, come già detto nell’articolo, il momento di transizione tra una stagione e l’altra, o tra un macro obiettivo e l’altro.

E’ un momento allenante e vale la pena sfruttarla per far si che sia fruttuosa. dedicarsi a sé stessi, sia fisicamente che mentalmente, rilassarsi, scaricare la tensione muscolare e mentale attraverso esercizi o momenti di relax.

 

Buon riposo, quindi..

 

.. anzi buon allenamento, indipendentemente dallo sforzo!

 

Maurizio S.