Correre il 1 Gennaio 2021, facendo un bell’allenamento, in vista dell’80 km Night Trail è il modo migliore per inizire l’anno.

La preoccupazione è arrivata nel finale, tanta neve fresca, un po’ di stanchezza e il crepuscolo che si avvicinava..

Programma Cr28 e Neve

Come rendere tutto meravigliosamente faticoso

Considerando le settimane di programma FitLine CR28, le energie sono ancora da migliorare, tempo al tempo, e quindi la partenza è leggera e misurata. Superato Rovedolo si prende il sentiero che porta alla Forcella del Vandeno. un sentiero sempre ricco di acqua, tecnico e con tratti corribili per alzare il ritmo. La neve è presente da subito anche se è spesso acqua. Ma basta correre poco per cominciare a pestare un manto bianco farinoso. Che meraviglia!

La salita mi affascina e la neve, quel manto così soffice e capace di posarsi sul terreno senza fare rumore, rende tutto più faticoso. La neve, tanto meravigliosa, quanto pericolosa: può decidere di sbarrarti la strada o di travolgerti il cammino.

Una bellissima metafora che vale la pena tenere a mente.

Salita e Attrezzatura

 

Il passo non è certamente dei migliori, ma il sentiero 

viene macinato continuamente anche se il panorama mi ‘costringe’ a fermarmi per ammirarlo e scattare fotografie continuamente. Sarà una scusa per riposare? PROBABILE!

 

Devo purtroppo dire parte del materiale utile mi ha abbandonato: un paio di bastoncini (nuovi) mi si sono spezzati due settimane fa e quelli di ‘scorta’, che ho utilizzato ieri, li ho furbescamente resi inutilizzabili per aver spinto un segmento troppo in profondità. Pazienza, lavorerò di gambe. 

Nello zainetto ci sono i ramponcini ma credo li utilizzerò in discesa: vorrei divertirmi…

Non fermarsi è impossibile.

Già, è impensabile non smettere di correre, tirare il fiato, ascoltare il rumore delle scarpe nella neve, ascoltare i fiocchi di neve scendere e posarsi dolcemente sugli alberi innevati.

E sono questi istanti che cancellano per qualche attimo la fatica e le danno significato.

Nonostante le continue pause, arrivo alla forcella e proseguo immediatamente per il santuario di Sant’Emiliano.

Ammetto che ci arrivo affaticato.

Sant’Emiliano

Sant’Emiliano è un “baule” di ricordi. Arrivarci con un paesaggio così non fa che amplificare le emozioni.

La stanchezza si fa sentire, qualche scatto per recuperare fiato e poi di corsa verso la strada che porta a Zanano. Tra poco ci sarà il mio adorato sentiero che mi porterà dritto per dritto, o quasi, a Gardone Val Trompia. O almeno è quello che penso.m La strada è completamente bianca e continua a nevicare.

Correre e liberare un urlo di gioia spero sia di buon auspicio per il nuovo anno.

Non credo e non spero nulla di particolare per quest’anno. Sarà quel che sarà e starà a noi saper sfruttare o meno le opportunità.

In ogni caso, spero che qualche giorno nella Comfort Zone ce lo conceda.

La discesa e la preoccupazione

Come dicevo all’inizio dell’articolo è stato anche un allenamento in cui mi sono un po’ preoccupato. Arrivato al bivio ho felicemente scoperto che il sentiero era ancora vergine. Spettacolo, per i primi metri ma quando pure i segnavia cominciano a nascondersi per benino nella neve, l’entusiasmo lascia spazio alla razionalità. Mi muovo troppo lentamente e non è nemmeno facile tenere la traccia corretta. Le impronte di un ungolato risvegliano la gioia, ma non mi fanno dimenticare che devo correre in sicurezza.

In poco tempo sfrutto la poca batteria residua del telefono per caricare la traccia GPX del sentiero sull’orologio in modo da avere una guida sicura.

So dove devo andare, ma resta comunque difficile, seppur meravilgioso procedere nella neve alta e diventa necessario indossare i ramponcini per sfruttare tutto il Grip possibile.

La luce continua a calare e, ovviamente , arrivato nel bosco un po’ più fitto, il tutto è reso più complicato da enormi rovi che bloccano il sentiero.

Qualche segno sulle gambe, qualche movimento acrobatico degno di un pezzo di legno al circo e la discesa continua.

Finalmente il dislivello continua a scendere, grazie anche alla tenuta dei NORTEC che si destreggiano bene tra neve e fango.

Finalmente a casa

Ammetto che la preoccupazione passo dopo passo ha lascito il posto alla goduria di scendere come se non ci fosse un domani! Ormai sono a buon punto, ripensando agli istanti precedenti mi rendo conto che la scelta è stata quella giusta: tornare sarebbe stato troppo faticoso e altre soluzioni non mi avrebbero dato sufficiente soddisfazione. Come spesso succede, preparazione e materiale fanno la differenza.

Ormai la strada è prossima e ancora un paio di salti, una corsetta, un altro cespuglio schivato (soprattutto per mettere in salvo l’antipioggia) ed eccomi arrivato in paese. Tolti i ramponcini, si corre a casa dove una doccia calda, molto calda mi aspetta con ansia, o forse sono io ansioso di voler fare la doccia calda.

Beh, in ogni caso, buone corse e buon anno.

Maurizio S.