È assurdo ma sono super concentrato sul lavoro, disegno tantissimo e tutti i giorni, sento regolarmente i clienti e sto pensando “concretamente” come aumentare le vendite online. La preoccupazione per il futuro è tanta, I clienti sono impauriti, non stanno pagando e hanno annullato degli ordini (giustamente) ma sono positivo, al punto che per quello che sto sviluppando avrei bisogno di stare a casa fino a maggio e non il “teorico” 13 aprile. Mi alleno tutti i giorni, faccio giardinaggio e sto con la mia famiglia. Sono felice e le mie donne sono serene. Le ragazze fanno scuola tutti i giorni e interagiscono con gli amici in chat. Io e mia moglie tutte le sere ci prepariamo un bell’aperitivo e… Viva la vita. Certo! Ci sono meno momenti intimi[1] perché le ragazze non vanno mai a dormire ma si aggira l’ostacolo prolungando la doccia.  Sono felice! 😘

[1] l’originale era un po’ più colorito

C.R.

È da questo bellissimo messaggio che mi rendo conto di avere tra gli amici persone resilienti e questo mi rende felice. Sì, perché spesso si confonde la resistenza con la resilienza, il dover fare ad ogni costo ciò che si pensa sia giusto secondo gli obiettivi iniziali.

 

Obiettivi iniziali 

Quando si individuano degli obiettivi è necessario mettere in campo tutte le proprie forze per raggiungerli. Già, ma fino a che punto?

Sono gli obiettivi che ci portano lontano, ma è necessario essere in grado di rivalutarli in base alla situazione, a ciò che ci accade personalmente e a ciò che accade attorno.

Gli eventi e le circostanze impongono di ricalibrare costantemente gli obiettivi.

Può essere un infortunio o, più semplicemente, un impegno famigliare o un’emergenza. Ed è proprio la situazione mutevole che permette a chi ha allenato la resilienza, a chi ha sviluppato la capacità di reagire, di sfruttare la situazione e non di esserne travolto.

Resilienza deriva dalla parola RESALIO.

“Resilienza: L’arte di risalire sulla barca rovesciata. Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra e senza perdere mai la speranza continuano a lottare contro le avversità.” (cit. Pietro Trabucchi)

Allenamento e resilienza 

Certo non è facile. Reclusi tra quattro mura, chi è più fortunato ha un giardino o un lungo corridoio risulta difficile pensare e riprogrammare una nuova tipologia di allenamento.

Ristrutturare nella propria mente un nuovo allenamento non è semplice, soprattutto per chi è abituato a scorrazzare tra i sentieri delle amate montagne ma anche lungo gli argini dei fiumi o tra le mura della propria città. Ma la corsa non è solo corsa. 

Mi fa piacere leggere sui blog di alcuni runner che stimo, come ad esempio Stefano Ruzza, che, di fronte alla situazione, non hanno cominciato a lagnarsi o inveire contro la situazione stessa ma a costruire valide e solide alternative. 

Corsa non è solo corsa

Ho spesso detto che chi inizia a correre, spesso, lo fa perché sta scappando o inseguendo qualcosa/qualcuno e solo facendo i conti con questa realtà.

In questo periodo, quindi è forse utile dedicare più tempo a “tutto il resto” che può essere l’allenamento funzionale, lo sviluppo di esercizi che possano migliorare la nostra performance e soprattutto tutto quello che rende piacevole la nostra esistenza: famiglia, affetti, hobbies e…

…sano divertimento.

Maurizio S.