Allenare l’umore, cosa vorrà dire?

Quando si esce per un trail, spesso ci si concentra sulla qualità dell’allenamento. Si possono fare delle ripetute in salita, degli esercizi funzionali, dei test su percorsi conosciuti a ritmi sostenuti. Insomma ci sono mille modi per allenarsi. Spesso tutto questo è possibile se ci si allena da soli.

Allenarsi in solitaria è una delle cose che preferisco e immagino che, tra voi lettori, ci siano molti lupi solitari.

Stare da soli nella natura ci permette di entrare in contatto con noi stessi in un contesto non sempre facile, ma è sempre funzionale?

Certamente ha i suoi aspetti positivi, inutile negarlo (anche perché andrei contro quanto ho sempre descritto e consigliato) ma ci sono dei momenti ed è necessario prevederli che bisogna ‘abbandonare’ la solitaria e godersi un “viaggio” diverso.

Così è stato per me l’allenamento di ieri.

Avevo previsto un lungo non propriamente tranquillo.

Cosa ho fatto, invece, è stato quello che ho definito “allenamento dell’umore”.

Ero in compagnia, piacevole compagnia e i ritmi erano diversi. Questa volta sarei potuto andare un po’ più veloce, non di tanto lo ammetto.

Il compagno di viaggio, gentilissimo, mi ha più volte invitato a tenere il mio passo, ad andare avanti, a fare il lungo ma ad un certo punto, godendo della compagnia mi è uscito proprio questa affermazione.

“Oggi alleno l’umore”.

E così è stato.

20 km, 1400mt di D+, 4h e qualche minuto e tante parole, scambi di opinione, pensieri e condivisione di preoccupazioni, ma anche strategie, alimentazione corretta e tecniche e metodi per monitorare il proprio stato di salute. Diciamo che abbiamo messo a confronto le nostre professionalità ed è emerso una lunga chiacchierata arricchente.


Perciò, ai lupi solitari, consiglio di inserire allenamenti in cui si decide di andare al passo del più lento e godere della compagnia. Godere dello scambio, mettere in atto quella che definisco ‘la riflessione’.

Una riflessione condivisa e quindi arricchente, una riflessione che può portare a fare dell’esperienza uno strumento di evoluzione.

Buon viaggio, in compagnia..

Maurizio S.