La Consapevolezza, di sapere che nei nostri boschi non ci sono grossi predatori che possono nuocere gravemente alla salute (è decisamente più pericoloso addentrarsi di notte in città), se non qualche onnivoro dai denti un po’ ricurvi che possono essere leggermente aggressivi, ma solo se messi alle strette.

 L’Ignoto, di correre su un sentiero mai percorso. Più che un sentiero una traccia, dove anche le pietre, leggermente illuminate dalla frontale, prendono vita e danno vita a forme sinuose. Ogni minimo rumore risulta amplificato, trasformando il semplice passo di un riccio nella corsa di un Orso, il fruscio di un albero in un branco di lupi che si muove alle tue spalle. L’ignoto del sentiero, del bosco, ruba lo spazio alla consapevolezza e l’orecchio attento scruta l’orizzonte cercando di intuire cosa passa nelle vicinanze.

 

Assenza di paura?

Non è l’assenza di Paura che mi fa percorrere sentieri a me sconosciuti, in compagnia del cane coraggio (o talvolta da solo) nel buio della notte. Non è l’assenza di Paura che ad un tratto mi fa spegnere la frontale per correre attraverso la traccia con la sola luce tenue e misera della luna dietro alle nuvole.

E’ la Consapevolezza che solo prendendo a braccetto la Paura si può esplorare l’Ignoto per gustare ogni minimo rumore, ogni movimento, rischiando di trovarsi di fronte ad uno spettacolo mai visto, mai assaporato.

Tornare a Casa.

La stessa paura che mi ricorda, o ci ricorda, che è un Dovere tornare a casa, la stessa Paura che rammenta di come il bosco possa essere pericoloso. 

Ma andando con Lei a braccetto si assapora un viaggio meraviglioso che parla di sè e di noi, che permette di esplorare, non solo i rumori del bosco, ma anche noi stessi mentre, con eleganza, mettiamo un piede dopo l’altro riuscendo nella Danza della Corsa.

Maurizio S.